20 agosto 2009

Cent'anni di solitudine, Gabriel Garcìa Màrquez

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Ci sono libri che creano dipendenza. Non puoi fare a meno di rileggerli periodicamente.
Non hai il coraggio di prestarli a nessuno, per timore che ti vengano a mancare quando più li desideri.

Uno di questi, per me, è Cent'anni di solitudine, libro che valse al suo autore il premio nobel per la letteratura.

Racconta il folklore sudamericano attraverso la storia del villaggio di Macondo e della famiglia Buendìa, con ironia e in modo volutamente un po' naïf.
Isolati dal resto del mondo, gli abitanti di Macondo ne osservano i miracolosi progressi da lontano, reinterpretandoli con l'ingenuità di chi non ha mai conosciuto altra realtà all'infuori del proprio villaggio e delle relative incrollabili credenze.

Ecco l'incipit:
"Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendìa si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio. Macondo era allora un villaggio di venti casi di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome e per citarle bisognava indicarle col dito."

17 agosto 2009

Più cellulari e meno libri

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Proprio oggi il sito del Sole24ore riporta un articolo dal titolo Meno libri e boom di cellulari, così cambiano i consumi.
Ricordate? Ne ho parlato proprio poco tempo fa.

La generazione-k non può vivere senza cellulare ma rischia di dimenticarsi come si comunica se smette di leggere. Non trovate?

Io sto aspettando che inizino a diffondersi in Italia i lettori di e-book, permetterebbero di portare sempre con sé centinaia di libri, nello spazio di un'agendina. Chissà magari diventeranno di moda come è stato per i lettori mp3 e la gente ricomincerà a leggere... È solo un'utopia?

7 agosto 2009

Gli italiani e i libri

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Mi sono accidentalmente imbattuta in questo simpatico articolo di qualche giorno fa della Repubblica.

Pare che se l'Italia fosse un villaggio di 100 persone, 36 non leggerebbero nemmeno un libro nell'arco di un anno! Il 36% degli italiani riesce a stare un anno intero senza leggere un libro.
Scusate la ripetizione, non riesco a capacitarmene.

Io ho provato a fare il conto di quanti ne ho letti quest'anno (da gennaio), sono un po' disordinata e tra libri prestati e libri presi in prestito e restituiti, probabilmente ne sto dimenticando qualcuno ma sono arrivata a contarne 15 (escludendo i testi scolastici).

Però effettivamente a me non l'hanno chiesto quelli dei sondaggi.
Avranno preso il campione sbagliato.
Spero.

6 agosto 2009

TIBET il fuoco sotto la neve, Palden Gyatso, Tsering Shakya

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Questa è la storia di Palden Gyatso, monaco buddista tibetano, scritta in collaborazione con Tsering Shakya, studioso del Tibet. In questa edizione la prefazione è del Dalai Lama.

Palden Gyatso ha vissuto per 33 anni prigioniero nelle carceri cinesi, reo di essere un monaco.

È stato picchiato, torturato fisicamente e psicologicamente ed è riuscito a salvarsi grazie all'intervento di Amnesty International. Ha assistito, impotente, alle mutazioni politiche nel suo Paese, all'invasione del Tibet da parte dei militari cinesi, alla distruzione dei monasteri, ai tentativi di rivolta dei giovani tibetani.

Della situazione del Tibet si sente parlare da così tanti anni che si rischia di dimenticarsene, come accade con tutte le notizie. Questo libro vi coinvolgerà nell'anima e vi farà gridare di indignazione.
Se volete continuare a non curarvene, non leggetelo.

Ecco un piccolo estratto:
"Molti prigionieri si suicidavano. Qualcuno li giudicava codardi, altri degli eroi. Non mi sento in grado di giudicare. Nessuno può capire la disperazione estrema che spinge un uomo a togliersi la vita. Come monaco buddista mi era stato insegnato a considerare la vita umana come la cosa più preziosa del mondo e mi dava coraggio l'idea di dimostare ai miei tormentatori che non mi avevano sconfitto, che avevo ancora la forza di vivere."

4 agosto 2009

Contest: il posto più strano dove l'hai letto

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Vi segnalo questo curioso e simpatico concorso: il posto più strano dove l'hai letto, chi vince si aggiudica 3 libri ;)

Partecipate e divulgate l'informazione, l'idea di base è di diffondere la voglia di leggere che in Italia sembra stia sempre più scemando.

2 agosto 2009

Web 2.0 Marketin pubblicità, G. Riva e P. Mardegan

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Un libro dalla grafica invogliante, dal layout più simile a quello delle riviste che a quello tradizionale dei libri. Gli argomenti, estremamente interessanti, sono trattati in maniera abbastanza semplice, alla portata di tutti (o quantomeno di chiunque abbia un minimo di familiarità con internet).

L'unica pecca di questo libro è una revisione (ammesso che ci sia stata) poco accurata. Leggendolo infatti ci si imbatte di continuo in refusi e piccoli errori di grammatica che rendono piuttosto fastidiosa ed irritante la lettura. Un vero peccato. Spero che rimedino nelle ristampe future.