6 gennaio 2010

Bar Sport Duemila, Stefano Benni

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Ho appena consumato uno dei regali ricevuti per Natale: Bar Sport Duemila, di Stefano Benni.

Stile ironico, frizzante, sarcastico e brillante. Storie di bar frammiste a storie da bar.

Condivido con voi le prime righe, giusto per darvi immediatamente l'idea dello stile:
"Una strana e contagiosa malattia ha iniziato a colpire i bar e i locali pubblici verso la fine degli anni settanta: il suo nome è "sindrome del bancone", o megalobancomania. Questa sindrome porta a cambiare ossessivamente il bancone del bar ogni quattro-cinque anni. E ogni volta il bancone diventa più grande, più scomodo ed esteticamente incomprensibile. Si possono così incontrare, in piccoli bar di paese, dei monoliti di alabastro nero del peso di dieci tonnellate, portati lì da non si sa quale astronave."
Una serie di piccoli racconti, di capitoli indipendenti fra loro, lo rendono un testo perfetto da leggere anche in ambienti caotici: fate ogni giorno parecchi chilometri in treno? Questo libro è perfetto per voi!

Buona lettura!

4 gennaio 2010

La strada delle croci, Jeffery Deaver

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Leggere Deaver - ma sarebbe stato lo stesso con qualsiasi altro scrittore americano - dopo Eco è un po' come togliersi un abito da sera e delle scarpe tacco dodici per indossare un pigiama e delle pantofole: la differenza di stile è abissale ma la lettura è decisamente più veloce, nonostante il romanzo si componga di quasi 500 pagine.


L'isola del giorno prima, Umberto Eco

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La storia di Roberto - naufrago nel 1643, aspirante scrittore di lettere destinate ad un'inconsapevole amata che mai le leggerà - non è che un pretesto per narrare un'epoca in cui radicati dogmi religiosi si scontrano con nuove teorie filosofico-scientifiche, facendo rischiare le conseguenze di una scomunica ad ogni sprovveduta mente che osi comunicare ad alta voce i propri dubbi.


Eco, uno tra i più importanti esperti di semiotica e linguistica, nonché uno degli uomini più colti di cui può vantarsi il nostro Paese, offre al lettore l'opportunità di immergersi in un periodo storico così controverso e distante, fatto di difficoltà e complicazioni che da generazioni abbiamo smesso di considerare tali.