28 giugno 2009

Malawi, non finirà mai - Marina Zanotti e Roberto Mauri

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Questo libo appartiene alla serie di libri acquistati in spiaggia qualche tempo fa.
A scriverlo è Roberto Mauri ma all'interno troviamo anche alcune lettere di Marina Zanotti, entrambi sono infermieri che volontariamente prestano il loro aiuto in quei Paesi in cui le cure mediche scarseggiano o mancano del tutto.
Il Malawi è uno di questi Paesi.
In Malawi nessuno crede davvero che si possa morire di vecchiaia, qui il 70% della popolazione è in preda al kachirombo, letteralmente "l'insetto cattivo", quello che noi conosciamo come AIDS.
Circa cinque milioni di persone in Malawi sono sieropositive ma le cure sono disponibili solo per tremila persone. Inquietante vero?
È la testimonianza di due volontari italiani su di un popolo che sta lentamente scomparendo.

24 giugno 2009

acquistare libri online, piacevole scoperta

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Ultimamente ho scoperto il mondo delle librerie online e sono stata sedotta dalle loro offerte. Le mie preferite (o forse sarebbe meglio dire, le uniche che ho provato finora) sono Bol (di Mondadori) e La Feltrinelli.

Bol recentemente mi ha scritto offrendomi un viaggio in Turchia ("omaggio" dicono loro, ma mi sembra più corretto definirlo "a buon mercato" dato che include solo l'hotel), dice che è riservato ai migliori clienti, non sono certa di esserlo, ma apprezzo comunque.

La Feltrinelli invece mi ha inviato gli ultimi libri (che avevo acquistato con uno sconto di 5 euro relativo ad una vecchia promozione) allegando nel pacco un altro buono sconto di 5 euro. Non male, no?

Se considerate che entrambi gli store eseguono il trasporto gratuitamente per ordini al di sopra di una certa cifra (attualmente fissata a 49 euro per entrambi) e che hanno continuamente nuove promozioni (date un occhio ai loro siti per saperne di più) e titoli in offerta speciale, direi che vale la pena, che ne dite?
Quante pericolose tentazioni!

16 giugno 2009

La sposa degli dèi, Kossi Komla-Ebri

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Questo libro ci trasporta nel piccolo villaggio di Dugà, dove vivono l'hunò Briyawo, suo nipote Kossivi e le loro famiglie.

Briyawo decide di diventare un hunò, un sacerdote vodù, nel tentativo di risolvere un grave problema congenito che mina la salute di tutti i suoi figli. Questa decisione condiziona la storia sua e del resto della sua famiglia per gli anni a venire.
E senza accorgercene ci ritroviamo catapultati in una cultura così diversa dalla nostra, eppure così affascinante. Difficile da capire per chi è nato nella parte del mondo dominata dalla razionalità e incapace di accettare l'inspiegabile.

La frase:
"Alcuni dicono che il vodù è capace di andare a cercare qualcuno finanche oltre l'oceano, nel paese degli yovo, i bianchi. Altri sostengono che il suo potere non può varcare il mare perché lì vi sono altri vodù che sorvegliano i confini: i potenti vodù che danno ai bianchi la padronanza sulle cose che riguardano le macchine, ma che non hanno potere sull'anima."

14 giugno 2009

Libri in spiaggia

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Stamattina ero al mare. La spiaggia era affollatissima e ogni 2 minti passava un vucumprà.
Uno di questi però mi ha incuriosito.
Non vendeva braccialetti, occhiali, tatuaggi, borse, asciugamani o cd.
Vendeva libri.

Gli ho chiesto come mai vendesse libri e mi ha spiegato che fa parte di un'associazione costituita da ragazzi provenienti da varie parti dell'Africa, laureati nel loro Paese ma il cui titolo di studio non ha alcun valore qui. Il ricavato della vendita di questi libri servirà a facilitare l'inserimento lavorativo degli immigrati e a creare nuove opportunità di lavoro e di istruzione, sia qui che nel Paese di origine.

I libri trattano tutti temi legati alle differenze culturali tra europei e africani, sembravano interessanti.
Ne ho comprati 3 e ho iniziato a leggerne uno: La sposa degli dèi.
Ve li recensirò tutti appena li avrò letti.

11 giugno 2009

Aspettando la neve all'Avana, Carlos Eire

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"Il mondo era cambiato mentre dormivo e, con mia grande sorpresa, nessuno mi aveva consultato."

Iniziano così, dall'età di otto anni, i ricordi d'infanzia di Carlos, nato a Cuba da una famiglia benestante, per la quale non c'era posto nella società ideale progettata dal Lìder Màximo, e costretto a trasferirsi negli Stati Uniti (insieme a 14.000 bambini, tutti separati dai loro genitori), potendo portare con sé solo i suoi pensieri.

Da cacciatore di lucertole a spic, lavorando di giorno per poter studiare di notte.
Senza riuscire a smettere di sognare il mare azzurro di Cuba.

"Questa non è un'opera di fantasia.
Ma l'autore vorrebbe che lo fosse."

10 giugno 2009

La bambina di sabbia, Halima Bashir

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Un libro autobiografico estremamente coraggioso. Halima ci racconta la sua storia, nata nel Darfur nel 1979 e sopravissuta quasi per miracolo a quanti la volevano morta.
La sua colpa è quella di essere nata nel posto sbagliato, nel periodo sbagliato, nell’etnia sbagliata.

È una storia che mi ha fatto piangere, arrabbiare, indignare, riflettere. Riflettere soprattutto. Su quale passato difficile possa essere nascosto in ognuno degli stranieri che si danno da fare per venire a rifugiarsi nel nostro Paese, adattandosi spesso a mezzi di fortuna. Su quanto stare bene ed essere felici spesso dipendano principalmente dalla fortuna, la fortuna di essere nati nel posto giusto, nella famiglia giusta.

Non si può rimanere indifferenti davanti alle parole di Halima, soprattutto se a leggerle è una donna.

Un motivo in più per acquistare questo libro: parte del ricavato delle vendite andrà all’Aegis Trust, associazione che da anni lotta contro i genocidi in tutto il mondo.


Il dio delle piccole cose, Arundhati Roy

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Una difficile storia di ordinaria intolleranza nell’India di fine anni Sessanta, vista attraverso gli occhi di due bambini.
Lo stile della narrazione, ingenuo, infantile e dotato di quella creatività che l’età solitamente cancella, non può non colpire e toccarvi nel profondo.

Ci sono molti modi di vedere le cose, c’è il modo dei grandi, fatto di regole che spesso loro stessi non sanno giustificare, e il modo dei piccoli, fatto di domande destinate a non trovare risposta.

Questo libro seduce fin dalle prime righe:

Maggio ad Ayemenem è un mese caldo, meditabondo. Le giornate sono lunghe e umide. Il fiume si ritira e corvi neri si rimpinzano di manghi lucidi sugli alberi verdepolvere, immobili. Maturano le banane rosse. Si spaccano i frutti dell’albero del pane. Mosconi viziosi ronzano vacui nell’aria fruttata. Poi si schiantano contro i vetri delle finestre e muoiono, goffamente inermi sotto il sole.”


Orgoglio e pregiudizio, Jane Austen

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Balli, bei vestiti, formalità, viaggi in carrozza… è simile a quella delle favole l’ambientazione che Jane riserva ai suoi personaggi, ma l’ironia con cui li descrive non ha paragoni.
Jane Austen si fa beffe del suo tempo e delle rigide convenzioni che lo caratterizzano, in uno dei libri più belli che abbia mai letto (non so nemmeno quante volte l’ho letto!).

L’opera a mio avviso più interessante della Austen, che può dare spazio anche a riflessioni e confronti con l’epoca contemporanea, dove le formalità sono di certo cambiate ma non hanno cessato di condizionare le opinioni e i gusti della società.

La frase simbolo del libro? Sicuramente la prima:

È una verità universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un buon patrimonio debba necessariamente cercare una moglie.

Se anche voi amate Jane Austen, dovete assolutamente vedere il film Becoming Jane.